domenica 29 marzo 2009

Lo showroom Specializzato


"20 Anni fa era il mobilificio.Classico, moderno,componibile,camere per ragazzi,soggiorni,cucine e porte.Un emporio dell'arredamento la cui parola d'ordine era TUTTO.Che divani avete? Tutti.Che librerie avete? Tutte.Classico. Tutto. Insomma un luogo dove ogni sogno si avverava e se avevi difficoltà con la percezione dello spazio...no-problem: arredamento d'interni con progettazione gratuita. Mamma mia che bellezza.!
Passa il tempo, passano gli anni e nel frattempo i mass media crescono, si ampliano, la cultura delle persone si eleva e si fa strada, piano piano, una consapevolezza che cambia l'approccio delle cose.Si diffonde il concetto di specializzazione. La cucina da chi vende cucine, le librerie da chi fa le librerie, le porte da chi fa porte. Sembra una sciocchezza, ma questo atteggiamento segna la fine dell'epoca dell'emporio del mobile.
Così come cambiano gli spazi domestici, lentamente cambiano anche gli spazi che commerciano il mobile, dal mobilificio si passa al negozio di arredamento e da questo al negozio di architettura d'interni, fino ad oggi in cui impera sovrano, preda di un incontrollata diffusione, lo showroom.Il concetto non è sbagliato ma gode di due diverse interpretazioni.
La prima. Comprendendo perfettamente il cambiamento del mercato verso la specializzazione, nascono showroom veri, dedicati alla tipologia di prodotto e meglio ancora, spesso dedicati solo a pochissimi brand di quella tipologia. La location in cui le stesse aziende produttrici partecipano all'allestimento, proponendo una presentazione del prodotto secondo le precise e studiate regole del retail.In queste occasioni si incontra molto di frequente la join-venture con noti, preparti ed innovativi studi di architettura. Elevata qualità del prodotto e proporzionata proposta sul mercato in questo caso coincidono, e vincono (da queste realtà sentono solo parlare di incrementi ,non di difficoltà).
La seconda. Sfruttando incoscientemente l'effetto scia di proposte come quella descritta, i mobilifici cambiano nome, ma non cambiano concetto.Mantengono le stesse caratteristiche del passato ma sull'insegna scrivono: showroom. Ecco il gioco è fatto! " Ora sono uno showroom entrerà più gente e tutto andrà bene".No no e no.Dentro rimane la frammentaria proposta di mille cose, confuse tra asmbientazioni,stili,funzioni e qualità.Posti in cui il concetto di retail è una spocchia da perditempo con la clientela pretenziosa.E sopratutto rimane quel ruolo, quello dell'arredatore di tutto.
E' bastato attendere poco per capire che il terget di questo se ne è accorto,incoraggiando il mercato a lasciar sopravvivere solo due realtà: lo showroom specializzato e il megastore del design.
La cosa peggiore? Che si sente dire dai mobilifici che siccome l' IKEA vende tutto, allora perchè loro no! Funesto errore quello di non accorgersi che il proprio target ha camminato mentre loro sono stati fermi.Il mercato evolve e punisce chi non lo fa.
Ecco un caso in cui non è il mercato a mettere in crisi chi vende, ma il mercato a subire la crisi di chi non si è evoluto.
LivingRoome? Primo caso! "

Sul free press del mese di marzo troverete questo editoriale, che in modo chiaro esprime il concetto di design specializzato, filosofia a noi "familiare".


Articolo di Stefano Gagli tratto dall'editoriale di marzo pubblicato su LivingRoome Interior Design Magazine.

http://www.livingroome.it

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