lunedì 16 maggio 2011

Progettazione d'interni: il retail design di ISSEY MIJAKE







Alla continua ricerca di nuovi orizzonti, gli spazi commerciali di Issey Mijake esprimono fortemente il gusto per le linee sottili, il senso del taglio e della struttura dei materiali. Così come nelle sue creazioni moda, anche nell’architettura d’interni la maison cerca di mantenere la sinergia tra stile giapponese e linee occidentali. La casa di moda ha quindi promosso diversi progetti assolutamente unici per diverse sue linee d’abbigliamento.

Il progetto “24 Issey Mijake” curato dallo studio Nendo, ci stupisce col suo forte potere innovativo.


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I negozi s’ispirano ai “combini” giapponesi, molto simili ai nostri corner shops nei grandi magazzini, in cui ogni articolo esposto è disponibile in venti colori e nel quale la merce cambierà completamente ogni due mesi per creare così uno stato dinamico e un cambiamento fluido. 

Non è previsto un magazzino e i capi d’abbigliamento sono esposti su scaffali bianchi e appendiabiti realizzati con barre verticali che ricordano la struttura dei carrelli della spesa. Le linee bianche creano con i colori vivaci dei prodotti un senso di volume. Il packaging dei capi è ispirato agli imballaggi alimentari, tipici prodotti venduti nei “combini”. L’idea è che nel momento in cui cambia il prodotto muti assieme ad esso anche il carattere dello spazio, come quando l'attore cambia il suo trucco ed entra in una nuova parte._

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 “Issey Miyake 132 5” è lo store realizzato dal designer giapponese Tokujin Yoshioka, il quale ha catturato i concetti di rigenerazione e svago che sono stati fonte d’ispirazione per le collezioni presentate in questi spazi. La modalità di visualizzazione è molto particolare, cinque manichini trasparenti sono appesi al soffitto, e a fianco ad ognuno di essi dei led che presentano il processo di realizzazione del capo, vicino ad ogni capo appeso inoltre troviamo lo stesso appoggiato su un piano, per evidenziare e mostrare la trasformazione dal 2D al 3D.

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Una serie di boutiques "Pleats Please" sparse per il globo, Asia, Europa, Nord America, in cui si fondono tecnologia moderna e leggera e grandi spazi commerciali. Qui Issey Mijake presenta capi in poliestere che prima vengono tagliati, cuciti e infine piegati. Ogni città ha il suo stile, in tutte però i materiali utilizzati esprimono trasparenza e semplicità. Piani che coprono e rivelano allo stesso tempo, a Soho.

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Materiali riciclati per Aoyama, dove nulla è lasciato all’immaginazione, tutti i capi sono perfettamente esposti e già dall’esterno si possono ammirare le creazioni di Mijake.

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A Tokio spazio ispirato allo Shangai, il gioco a cui tutti almeno una volta hanno partecipato, i classici bastoncini colorati lasciati cadere a ventaglio su un tavolo. Viene ricreata accuratamente all’interno dello spazio commerciale la sensazione di precisione e sregolatezza allo stesso tempo. Gli sticks sono realizzati da Emmanuelle Moureaux e per ora solo in carbonio ma chissà se presto qualche materiale plastico avrà la meglio, voi che dite?!?

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E ancora 'me' dove viene presentata una collezione di capi adattabili ad ogni corpo. E per questa nuova dimensione d’abbigliamento viene progettato uno spazio unico e nuovo. Un 'self service' dove si possono trovare distributori automatici per acquistare tutta la gamma di prodotti di questa collezione. Issey Miyake ha voluto tradurre il concetto di distributori automatici per raccontare la sua immagine di moda contemporanea, e quindi un’interazione diretta tra cliente e prodotto. 

Meno di 20 metri quadri presentano abiti confezionati in tubi di plastica, proposti in display trasparenti. I clienti possono controllare le forme in un gancio di materiale acrilico, possono provare in capi all’interno dell’allestimento quindi scegliere il colore e il modello direttamente dai tubi realizzati in PET.


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Piaciuto il nostro  viaggio nei progetti d'interni  degli spazi commerciali di Issey Mijake?


Post di : Katia Davoli



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