Se un gioco di equilibri ed incastri perfetti ha preso forma e la luminosità è data da trasparenze e riflessi allora.......

STAI GUARDANDO UNO DEI NOSTRI OGGETTI.

If you see a combination of perfect balance and dazzling translucent shapes....

THEN YOU ARE LOOKING AT ONE OF OUR CREATIONS





giovedì 24 febbraio 2011

C'ERA UNA VOLTA IL DESIGN


 

Lanciato nel 1971 il posacenere Clam e’ un oggetto di design utile e funzionali, che fu simbolo del suo tempo.
Progettato dal grafico britannico Alan Fletcher, il Clam era realizzato in melamina
Il “mollusco” – questo il significato del termine inglese con il quale fu battezzato – consisteva in due metà realizzate con il medesimo stampo che, se sovrapposte, combaciavano perfettamente.
Chiuso aveva una forma scultorea. Aperto -  e capovolte le due parti che lo componevano - diventava un posacenere doppio.

 
Il taglio ondulato, realizzato perfettamente a macchina, diventava l’alloggio perfetto per l’appoggio delle sigarette accese e permetteva la chiusura, senza l’utilizzo di cerniere, nell’esatto punto di congiunzione.
Sappiamo che fumare non è il massimo per la salute, per questo mi piace molto l’utilizzo secondario del Clam come svuota tasche, o  come complemento di design per la scrivania, utile a contenere graffette, francobolli e spille.


English please:

Launched in 1971, the 'Clam' ashtray is a useful and practical design item that was a symbol of its time. Designed by British designer Alan Fletcher, the Clam was made of melamine.
The “mollusc” – that's the meaning of its brand name – consists of two half parts manufactured with the same mould, that perfectly fit together if put one on another.
When it's closed, it looks like a sculpture. When it's open, the two parts become two ashtrays.
The corrugated shape of its machine-made edge becomes the ideal place for lit cigarettes and allows closing on the point of junction without using hinges.
We know that smoking is bad for your health, that's why I love the Clam's secondary use as a design item for the desk, where you can put clips, stamps or pins.

Translation by :  Francesca G.Stara

martedì 22 febbraio 2011

MOACASA EDIZIONE PRIMAVERA 2011: PIAZZA DOPPIO SENSO




Sei un designer?
Vuoi esporre all'edizione primavera di MOACASA 2011 nella nostra PIAZZA DOPPIO SENSO
Vuoi partecipare ai nostri workshop e capire cosa significa essere Artigiani/Designer 2.0 e  come realizzare il tuo businnes sfruttando al meglio i nuovi mezzi di comunicazione sociale?
Siete un azienda 2.0 che sta sviluppando una strategia di businnes con i social network?
Volete raccontarci la vostra esperienza?
Cosa aspettate contattateci.  e seguite gli aggiornamenti sull'evento tramite la nostra Fan Page di Facebook o sul canale dedicato di twitter  #artigianidesigner

Non sei un designer ma ne conosci uno? Raccontagli dell'evento, ti ringrazierà!


venerdì 18 febbraio 2011

GARDEN DESIGN: DRACENA E TAPPEZZERIA TROMPE L'OEIL




Benedita Feijo : designer di trompe l'oeil_wall paper Il trompe l'œil, letteralmente "inganna l'occhio", è una tecnica pittorica.
Essa consiste nel dipingere uno sfondo apparentemente reale su di una parete per farla sparire alla vista. 

 
Un tipico murale trompe-l'œil può rappresentare una finestra, una porta o un atrio per dare una falsa impressione che la stanza sia più grande.


Dracaena marginata:
è una delle specie più facili da coltivare in appartamento. Le foglie, lunghe, sottili, arcuate e dai margini rossi, formano ciuffi che si trovano all’estremità di fusti sottili ed eleganti. La varietà “Tricolor” presenta, oltre ai margini rossi, anche una sottile striatura color crema.
Le foglie sono solitamente ensiformi, lineari o lanceolate, a margine intero, picciolate o sessili, con base o picciolo guainanti, disposte a rosetta all’apice dei fusti, spesso variegate e, comunque, sempre molto decorative, rappresentando il motivo della coltivazione di questo genere.
Sono piante adatte alla coltivazione in serra o in appartamento. 
Nelle zone a clima più mite si possono coltivare anche all’aperto, purché in posizioni riparate.


Per maggior info: link

Articolo di : Dana Frigerio


English Version

Dragon-tree and the trompe l'oeil wallpaper

Benedita Feijo : trompe l'oeil_wall paper designer

The trompe l'oeil art, French for 'deceive the eye', is a pictorial technique. It involves painting an apparently real background on a wall in order to conceal it. A typical trompe l'oeil theme is a window, a door or a hall painted on a wall to make a room look larger.


Dragon Tree:
It’s one of the easiest species to grow in a flat. Its long, thin, curved and red-edged leaves form tufts at the end of slender and elegant stalks. The ‘Tricolor’ variety also has a little cream-colored streaks.
The leaves are usually ensiform, linear or lanceolate, with a smooth edge, petiolate or sessile, with a vaginated base or petiole, arranged as a rosette at the top of the stalks, often multi-colored and always very decorative, which is the reason of this plant’s success. It grows best indoors, either in a greenhouse or a flat. In mild-tempered areas, it can be grown outdoors as long as protected.

Translation by :  Francesca G.Stara


giovedì 17 febbraio 2011

ECODESIGN: LA BOTTEGA DEL PROGETTISTA



Massimo Duroni, Ecodesigner, "distrugge" tre sedie e mostra come si progetta pensando al ciclo di vita del prodotto e non solo alla sua estetica.

Museo della Scienza

Massimo Duroni, EcoDesigner, "destroys" three chairs and shows how to design thinking about the life cycle of the product and not just its aesthetics.

Museo della Scienza



mercoledì 16 febbraio 2011

ARTIGIANI/DESIGNER





Questo mese la carta d'identità del "nostro" Artigiano/Designer dice:

Cognome: Esposito - Contaldo
Nome:  Francesco - Marianna
Studio: Esprimodesign
Cittadinanza: Italiana
Segni particolari: Fare design autoprodotto, mettere al centro la forza del progetto e aver partecipato all'ultima edizione di Doppio Senso



1) Da cosa nasce la tua passione per il design?
Pensiamo che ognuno di noi abbia uno strumento che gli è più congeniale per comunicare e raccontare agli altri le proprie idee, il nostro è il progettare.

2) Qual è stato il tuo percorso formativo?
Abbiamo frequentato entrambi la facoltà di architettura a Napoli, questi studi sono stati fondamentali   per acquisire un metodo progettuale, poi è stato importante proseguire la nostra formazione anche attraverso l’esperienza ed  il fare.

3) Quale personaggio del mondo del design ha “influenzato” i tuoi lavori e il tuo modus operandi?
Lo studio dei “Maestri”, ma anche tutti gli stimoli che provengono dalle altre discipline e dalle altre forme di espressione artistica ci influenzano costantemente.
Talvolta un buon libro oppure un bel film hanno rappresentato suggestioni importanti per il nostro lavoro.
    
4)Quali materiali prediligi e perché?
Ci affascinano tutti i materiali, ma cerchiamo di utilizzare in particolare quelli naturali o ecosostenibili,perché pensiamo che il rispetto per l’ambiente sia un atteggiamento doveroso ed imprescindibile.



5)Cosa conta di più per te nella realizzazione di un progetto: l’idea, la tecnica, la sperimentazione?
Sono tre elementi strettamente connessi tra loro fin dalla fase progettuale.

6)Con chi ti piacerebbe collaborare e perché?
Ci piacerebbe molto collaborare con un’azienda che fa ricerca e sperimentazione per approfondire le nostre conoscenze sui materiali e sulle tecnologie.

7)Quando progetti qualcosa, qual è il tuo target di riferimento?
Il target a cui ci rivolgiamo non è univoco o predeterminato, ma varia in base al  progetto.

8)Qual è il progetto a cui sei legato di più e perché?
In generale siamo legati al progetto a cui stiamo lavorando in quel momento, perché la fase progettuale è la più stimolante ed è quella in cui ogni volta diamo il meglio di noi.


9)Vorresti vedere una tua creazione in casa di….?
 …. del regista e scrittore Paolo Sorrentino.
In generale di tutti quelli che con il loro lavoro ci hanno trasmesso delle emozioni, augurandoci di poter fare altrettanto per loro.

10)Un oggetto entra nella storia del design quando….?
 …. non nasce dalla moda di un momento, ma comunica concetti universali e fuori dal tempo.

11)L’oggetto di design più bello?quello più utile?quello più inutile?quello che vorresti portasse la tua firma?
Uno dei più belli: la poltroncina Barcellona di Mies Van Der Rohe
Uno dei più utili:  lo sgabello Kickstool di Devo design.
Inutile: no comment
Vorremmo aver disegnato la poltrona Galeotta di De Pas, D’Urbino, Lomazzi.

12)Quanto contano da 1 a 10 nel successo di un progetto: la scelta del materiale; la scelta del   colore; l'utilità; l'estetica; il target di riferimento; una buona recensione/visibilità?
Materiale: 8;
Colore: 6;
Utilità: 8;
Estetica: 8;
Target: 6;
Recensione: 8


13)Hai un blog o un sito personale?
Il sito del nostro studio di progettazione  ed il sito dei nostri prodotti di design esprimodesign.

14)Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Proseguire nella strada dell’architettura ed in quella del design con l’autoproduzione, ma anche collaborando con altre aziende.

15)Saluta i lettori con un pensiero tutto tuo.
Non ricercare l’innovazione a tutti i costi, semplicità e  chiarezza sono ugualmente importanti.

Un ringraziamento al collettivo Esprimodesign che ha risposto alle domande di  Valentina Falcinelli



English version:

This month “our” Artisan/Designer ID says:

Cognome: Esposito - Contaldo
Nome:  Francesco - Marianna
Studio: Esprimodesign
Cittadinanza: Italiana
Segni particolari: Fare design autoprodotto e mettere al centro la forza del progetto e aver partecipato all'ultima edizione di Doppio Senso




1) Where does your passion for design come from?
We think each of us has a congenial attribute to communicate and explain his/her own ideas; ours is design

2) What did you study?
We both studied architecture at the Naples University, acquiring a design technique. Then, it was important for us to carry on our training by experimenting.

3) Which designer influenced your work and your modus operandi?
The “Masters”, but also all the other art forms and branches constantly inspire us. In the past, a good book or a nice movie represented important suggestions for our work.

4) Which materials do you prefer and why?
We like all materials, but we mainly try to use the natural or eco-sustainable ones, because we consider the protection of the environment as a fair and obligatory attitude.

5) Which is the main ingredient for creating a project? The idea, the technique, the experimentation?
These three elements are closely connected starting from the planning stage.

6) Who would you like to work with and why?
We really would like to work with a research company in order to improve our knowledge about materials and technologies.

7) When designing, which is your target of reference?
Our target is not univocal or predetermined, it varies according to the plan.

8) Which design style are you most attached to and why?
In general we grow fond of the plan we are working on at that moment, because the planning stage is the most stimulating one, in which we give our best.

9) Whose house would you like to see one of your creations in?
Director and writer Paolo Sorrentino.
In general, all those whose work has moved us. We wish we could do the same with them.

10) When does a designer item make history?
When it doesn’t follow a trend but transmits universal and timeless concepts.

11) What’s the best designer item? What’s the most useful one? And the most useless one? What’s the one you would like to endorse?
One of the best ones: the Barcellona armchair by Mies Van Der Rohe
One of the most useful ones: the kickstool stool by Devo design.
The most useless one: no comment
We would have liked to design the Galeotta armchair by De Pas, D’Urbino, Lomazzi.

12) Give an importance rate to the following aspects for an item’s success: material; color; usefulness; design; target of reference; a good product review?
Material: 8; 
Color: 6; 
Usefulness: 8; 
Design: 8; 
Target: 6; 
Review: 8

13) Do you have a blog or a personal website?
Our studio’s website is Esprimodesign   and our design items’ website is Esprimodesign

14) What plans do you have for the future?
We plan to keep on designing and planning on our own, but also in collaboration with other companies.

15) A last thought.
Do not pursue innovation at all costs. Simplicity and clearness are important too.


Translation by :  Francesca G.Stara

venerdì 11 febbraio 2011

PROGETTAZIONE D'INTERNI : T-MAGI E' L'ORA DEL TE'

L’ora del tè a Copenaghen è caldeggiata da T-Magi, il nuovo negozio del marchio francese di tè Mariage Fréres.
Un progetto di WE Architecture, “fresco” studio d’architetti situato proprio nella capitale danese.
Lo showroom è stato concepito come una grande vetrina, dove i protagonisti principali sono i prodotti del marchio Mariage Fréres.
Piccoli forellini,di varie dimensioni, perforati sulle pareti ed il bancone interno, danno vita ad un gioco di trasparenze, non dovute alle caratteristiche intrinseche del materiale utilizzato ma bensì dalle lavorazioni sperimentali applicate allo stesso. I fori suggeriscono l’immagine tridimensionale di una teiera.

Il buio esterno, e un gioco di luci interno al negozio, riescono a far intravedere la sagoma della teiera, attirando l’attenzione sullo spazio espositivo, anche quando lo showroom è chiuso.

Sulle pareti bianco latte, si possono ammirare le diverse varietà di tè contenute in boccette di vetro, che possono essere annusate dal cliente, che si indirizza così verso la scelta del prodotto finale.
Dal tè verde al tè rosso, da quello bianco a quello nero, tutto scelto attraverso  due sensi: la vista e l’ olfatto.
Il design semplice ed elegante, ed il modo “sensoriale” di scegliere i prodotti permette al consumatore di realizzare un viaggio emozionale tra i prodotti esclusivi di Mariage Frères
(foto di Enok Holsegard)

Articolo di: Katia Davoli

English version:

T-Magi in Copenhagen is a new Tea Shop for the French Mariage Frères products. It’s a project by WE Architecture, an innovating architecture office based in the Danish capital.
Its showroom is conceived as a big window displaying all the Marriage Frères products.
The walls and the inner bar have different sized little holes setting up a transparence impression, not given by the intrinsic features of the material used, but by the experimental process it undergone. Those holes suggest the tridimensional image of a teapot.
The outer darkness, combined with the inner lights of the shop, give a glimpse of the teapot’s shape, highlighting the showroom even when it’s closed.
Against the milk-white walls, small glass bottles contain the wide variety of tea customers can smell in order to make the final choice.
All kinds of tea, the green one, the red one, the white one or the black one, are chosen through two senses: sight and hearing.
A plain and elegant design and a “sensory” way of choosing among the items take the consumer into a perceptive journey among the exclusive Mariage Frères products.
(Photo by Enok Holsegard)
Translation by :  Francesca G.Stara


giovedì 10 febbraio 2011

MOLESKINE: UNA FAMIGLIA DI TACCUINI LEGGENDARI



Godiamoci questo artigiano alla prese con la tecnica di debossing, ovvero l'antica tecnica di "impressione a secco"
Moleskine number one!

mercoledì 9 febbraio 2011

GARDEN DESIGN: IL PROGETTO DI PATRICK NADEAU PER BOFFI


Il Designer francese Patrick Nadeau ha realizzato questa installazione per il marchio Boffi a Parigi Londra e Milano.
Le cupole sono sospese al soffitto e usate per illuminare come display i sottostanti prodotti Boffi.

Pensato come una foresta pluviale il progetto è stato realizzato  appendendo, a delle cupole di corian, delle piante viventi. 
L'essenza scelta per questo tipo di installazione è stata la Tillandsia usneoides perchè non ha bisogno di terriccio, può essere semplicemente fissata alle cupole e si nutre soltanto con l'acqua e l'umidità dell'aria.


Ecco due dati botanici:
Tillandsia usneoides: originaria delle regioni sud-orientali dell’America Settentrionale, questa specie epifita presenta lunghi fusti robusti, dall’aspetto simile al muschio, che portano foglie lunghe 5 cm., lineari, squamose e grigie, formando grandi masse pendenti di vegetazione. In estate produce (difficilmente in vaso) fiorellini larghi 1 cm., formati da tre petali di colore giallo-verde.
Luce: esposizione molto luminosa (soprattutto per le specie a foglie squamose), con esclusione dei raggi diretti del sole.
Annaffiature e umidità ambientale: annaffiare almeno una volta al giorno durante il periodo vegetativo (anche due se fa molto caldo), utilizzando se possibile acqua non calcarea, meglio se piovana; in inverno è sufficiente tenere appena umido il substrato.

Articolo di : Dana Frigerio

Grazie a Dana per il suo contributo. Voi che cosa ne pensate?
Io trovo che non sarebbe male un illuminazione di design realizzata in questo modo!


martedì 8 febbraio 2011

AURA. DOVE ABITA LA VITA? LA RUBRICA SULL'INTERIOR DESIGN: CASA NANON

"La mattina quando me ne andavo dalla stanza del motel o dell'albergo dove avevamo fatto l'amore o forse no, dove forse avevamo soltanto dormito abbracciati, mi giravo e facevo una fotografia.
Non mi riusciva mai.
Avrei voluto fotografare i fantasmi dell'amore, le parole dette sottovoce, gli orgasmi, i nostri disordini, la nostra furia.
Volevo anche fotografare quanto della nostra esistenza era rimasto su quei muri miserabili, su quei tappeti schiacciati dai passi degli altri, dentro quelle lenzuola bagnate dei nostri umori.
Volevo capire, volevo imparare, volevo disperatamente sapere se c'era un modo - o se non c'è - di disegnare una stanza dove si possa trattenere l'esistenza. Tenere l'esistenza almeno per il fondo della camicia. Anche soltanto per un pò."


(Ettore Sottsass)

Già. Ma dove abita la vita? Forse in stanze in cui non intervengono stylist per far apparire tutto in ordine o, peggio, in finto disordine. Forse, in stanze attente all'art de vivre più che all'arredamento dettato dai gusti delle case che vengono pubblicate sulle riviste. Tutte così politicamente corrette. Asetticamente pulite. Anesteticamente anestetizzate. Forse, in stanze abitate da persone ed oggetti che hanno una storia, da raccontare o anche solo da tacere. Un'anima, forse. Che poi questa vita è come uno di quei sorrisi che hai la sensazione di avere un pezzetto di cibo tra i denti. Che fai? Sorridi lo stesso. Mica ti puoi reprimere.

Grazie Francesca. Costruttrice di scatole di luce da riempire con le ombre leggere dei sogni.
(Michele Fanfulli)


1. ETTORE SOTTSASS. CASA NANON

Soundtrack ( da ascoltare durante la lettura): Fausto Rossi - Troppe Canzoni 


Sottsass dedica questa casa alla passione del suo amico e gallerista: vivere di design. Quasi una visione scaturita da un sogno, ma aderente ai ritmi quotidiani di una ritualità domestica. Proiettati verso un fine: la valorizzazione dell'uomo.

"La casa non è una macchina da abitare perché la tecnica dell’architettura è la tecnica della magia. Il miglior modo di intendere la magia è quello di considerarla un tipo di scienza, cioè un modo per controllare le forze naturali. La magia è la tecnica dell’uomo più grezzo e inerme, più solo e ineducato, più ingenuo e sprovveduto, possiamo dire più libero?"

Casa Nanon è una sequenza di spazi. Raccordati tra loro da segni che in pianta sembrano errori. Collegati da gallerie che sono un paesaggio naturale e artificiale. Antitesi della griglia geometrica astratta.


"Il problema o il tema di questa casa è che da ogni posto vedi prospettive diverse, vedi la casa fatta di tanti diversi luoghi ma non isolati...senti la casa attorno a te."

"L'ingresso è lo spazio attraverso il quale passi dal caos esterno all'ordine della casa...è fatto come una camera vuota così capisci che stai entrando in casa...non ci sono attaccapanni, non c'è vestibolo, non c'è niente, è come un tempietto e infatti la padrona di casa ha voluto una nicchia e ci ha messo un piccolo Buddha con gli incensi."


E poi, dentro. Superfici parlanti con colori e materiali, elementi emozionali che traducono lo spazio in ambiente. variazioni continue di luce e ombra, naturale e fluorescente, dai muri di colore nella lezione dell'architettura mediterranea-islamica e del pop delle downtown del pianeta. Forme semplici, riconoscibili ma mai ovvie. Come il volume ad arco fatto di listelli in legno cangiante che contrasta col tubo al neon che fa da corrimano interno al passaggio.

I mobili sono essenziali e in gran parte tenuti dentro l'architettura stessa e comunque sono oggetti in qualche modo funzionali ai riti quotidiani.
"Per me la scala non esiste, esistono delle dimensioni fisiche, degli spessori con i quali il tuo corpo si mette in relazione ma non si può parlare di fuori scala perchè il fuori scala prevede la scala corretta e questa per me non esiste, ogni dimensione, ogni soluzione definisce un rapporto psicologico diverso...esistono la doccia calda e la doccia fredda, non è che la doccia fredda è fuori scala, è la doccia fredda e basta...Per me l'architettura non ti da suggestioni letterarie ma fisiche: tu senti distanze,vicinanze, rumori, luci."


Capacità di sentire materiali e colori. Sorpresa imprevista e senso di calma. Anche delle banali piastrelle in cotto diventano occasione di sperimentazione nel patio dai muri blu.

"La materia, le materie hanno in questo caso una possibilità espressiva enorme; è attraverso questa tecnica di accostamenti ibridi di materia con materia, di materiali espressivamente antichi con materiali espressivamente moderni che tento di uscire dalla banalità del funzionalismo...l'importante è trasformare l'esperienza architettonica da esperienza visiva in fatto fisico."

Articolo di: Michele Fanfulli  


venerdì 4 febbraio 2011

giovedì 3 febbraio 2011

LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PLEXIGLASS

Quando una persona svolge il lavoro che gli piace e per il quale è nato. Il lavoro che gli dà la possibilità di esprimersi e sopratutto gli permette di aspettare con ansia il giorno seguente per iniziare da dove aveva lasciato il giorno precedente...beh io quella persona la reputo una persona fortunata.
Noi ci reputiamo delle persone fortunate, perchè facciamo il lavoro che amiamo, e lo facciamo con pazienza, dedizione, attenzione e costanza.
La ricompensa non è soltanto quella economica, ma sapere che molte persone utilizzeranno i tuoi oggetti, che molte persone avranno delle sensazioni positive utilizzandoli, capendo la passione e la premura con la quale sono stati progettati e realizzati


Questo è quello che Francesca Tarulli , nostra "amica virtuale" ha lasciato scritto sulla nostra bacheca privata.
La cosa che ci ha reso piu' entusiasti e che fino a qualche giorno fà non sapevamo che Francesca fosse una delle nostre fan più accanite, ma la cosa che ci ha davvero stupito è stata la sua voglia di farcelo sapere! 

Queste le parole di Francesca.

"Fermento! Quando penso all'Atelier Designtrasparente immagino fermento e creatività.
Fa quasi invidia: già il nome ti riporta ad atmosfere lontane, penso agli ateliers degli impressionisti, Picasso...dove si sperimentava e ci si confrontava.
Ecco, le loro creazioni mi suggeriscono proprio questo: sperimentazione, ma anche conoscenza profonda delle materie prime e attenzione per i dettagli.
Emiliano e Francesca, i protagonisti, coccolano gli adoratori del metacrilato con oggetti di uso comune, reinventati con gusto e ironia : scuola Munari!
Io personalmente, da donna intelligente che non demonizza il suo lato frivolo e superficiale, non posso fare a meno di apprezzare la borsa "chicca": sostituisci l'interno e ti si apre un mondo!
E' la borsa passpartout che tutte vorremmo nell'armadio vicino al classico tubino nero e all'inossidabile camicia bianca che, come diceva Madame Coco, non dovrebbero mai mancare nel guardaroba di una donna!
Ma al di là di tutto, quello che ci tenevo a sottolineare è che in ogni singolo oggetto si percepisce il paziente lavoro di studio, la ricerca delle linee semplici che lo rendano anche pratico e di facile utilizzo. Una vera e propria officina delle idee in continua evoluzione, 100% made in Italy! " - Francesca Tarulli - 

Grazie Francesca!


ANTEPRIMA CLASSIFICA BLOG DESIGN WIKIO: I 20 MIGLIORI DI QUESTO MESE


Puntuale come i treni di Trenitalia, anche questo mese, in anteprima ssoluta su Designtrasparente, i 20 blog sul design più letti di questo mese:

1Designerblog
2Pìcame - Lasciati Pìzzicare!
3bloggokin
4Design & Style
5Garden Design Dana
6Social Design Magazine
7koikoikoi
8Designtrasparente
9DesignBuzz
10Design per Bambini
11Design your life
12Style blog: arte, design, consumi
13youngdesigner.it
14Klat Magazine
15Architettura e Design
16Io Noi il Blog di Fabio Novembre
17Design conversations
18Divani e Poltrone Fratelli Berto
19Design with love
20CocaColla.it
Classifica curata da Wikio

Questa è la classifica di Wikio ma a voi....quali sono i blog che piacciono di più?
Aspettiamo le vostre proposte!


mercoledì 2 febbraio 2011

C'ERA UNA VOLTA IL DESIGN

Il vaso Pago-Pago, ha qualcosa in comune con i famosi mattoncini della LEGO.
Che cosa, direte voi? Il materiale con il quale è realizzato, un materiale plastico  denominato ABS (acrylonitrile- butadiene-styrene).
Il design del vaso Pago-Pago non è certo quello che ci aspettiamo da un vaso di design, non è elegante, non è prezioso, ma è indubbiamente un vaso particolare e fuori da tutti gli stereotipi relativi ai vasi.

Il fatto di essere fuori dagli schemi non è assolutamente una sorpresa, visto che il designer che lo ha progettato è un certo Enzo Mari, senza ombra di dubbio uno dei più autorevoli ed originali maestri del design contemporaneo.
La caratteristica più rilevante di questo vaso di design è sicuramente il fatto che si tratta di due vasi in uno.
Uno standard che offre un recipiente stretto e circolare, adatto ad accogliere pochi fiori, ed uno con un imboccatura più ampia, adatta ad accogliere un mazzo di fiori extralarge.
Tutto questo semplicemente ribaltando Pago-Pago!
Le due cavità hanno in comune un’unica parte interna, che consente di produrre il vaso economicamente in un semplice stampo in due parti.
Prodotto dalla Danese dal 1969 al 1994 e dalla Alessi dal 1997 al 2000 , il vaso Pago-Pago entra a pieno titolo all’interno della nostra rubrica sui pezzi storici del design.