mercoledì 6 novembre 2013

Portariviste in plexiglass, per tutti i gusti

C'erano una volta le riviste, e ci sono ancora.

Stipate in qualche ripotiglio, nei cassetti di una scrivania, sul tavolino dello studio, sparpagliate sul mobile nell'ingresso. Basta così, mettile nel portariviste. Pensa, li fanno ancora.
Ce ne sono per tutti i gusti.

C'è il mobiletto con le tasche portariviste laterali, per chi ama il design classico, lo stile country, il legno ovunque. C'è il portariviste da parete, che non occupa spazio, è rigido e serio, ma decisamente comodo. C'è il portariviste con i cuoricini, per chi ama le frivolezze anche nell'arredamento. C'è anche il portariviste che invita a leggere, anzi, che quasi te lo ordina, con un imperativo solido come il materiale con cui è fatto. Poi ci sono i portariviste in plexiglass, un po' moderni e un po' no, perché il materiale trasparente è vesatile e lo adatti a qualsiasi ambiente. Noi ne abbiamo tre.

Il portariviste che sembra un corpetto



Un'idea dalle curve originali, e infatti lo abbiamo chiamato Corpetto. Ondulato, con i laccetti, di un bianco che fa luce e spazio. Piccolo e poco ingombrante, ma può contenere un buon numero di riviste.

Il portariviste colorato


Oplà, e lo metti dove ti pare. Fucsia, blu, verde, giallo, bianco, nero. Ha la forma del portariviste classico, ma il plexiglass gli da un tocco in più.

Il portariviste pretenzioso


Più che un portariviste è un tavolino. Si chiama Trottola: lo muovi e te lo porti dietro, perché ha le rotelle, ed è talmente trasparente che le riviste sembano perdere gravità. Puoi anche usarlo come comodino e posarci libri e occhiali. E se hai una parete colorata, guarda che bell'effetto che fa.

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